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RICOSTRUZIONE DI VILLA CON PISCINA A RAPALLO

IN EQUILIBRIO SUL PAESAGGIO

Luogo

Rapallo (GE)

Anno

In Costruzione

Tipologia

Demolizione e Ricostruzione

Importo lavori

1.000.000 €

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Ogni progetto nasce da una domanda, ed in questo caso non riguardava la forma della futura casa, ma il destino di un luogo rimasto incompiuto.

Su un pendio affacciato sul Golfo di Rapallo, un cantiere abbandonato rappresentava il punto di partenza di un intervento complesso, chiamato a confrontarsi con una morfologia difficile, importanti vincoli paesaggistici e urbanistico-edilizi e con il desiderio della committenza di realizzare una casa contemporanea capace di vivere il paesaggio senza sopraffarlo.

La soluzione più semplice sarebbe stata modificare profondamente il terreno per adattarlo all'architettura.
La scelta progettuale è stata esattamente opposta.

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L'obiettivo è diventato quello di intervenire il meno possibile sul versante, lasciando che fossero le caratteristiche del luogo a suggerire il progetto.
Questa decisione ha orientato ogni passaggio successivo e prima ancora di definire materiali, linguaggio architettonico o distribuzione interna, è stato necessario comprendere il funzionamento del sito: la sequenza dei terrazzamenti, la presenza dei muri in pietra, l'esposizione al sole, gli affacci verso il mare, le quote naturali e le possibilità offerte dal Piano Casa, che hanno consentito di ripensare integralmente l'intervento.

L'intuizione che ha cambiato il progetto è arrivata quando si è deciso di rinunciare all'idea di un unico edificio.

La villa prende forma attraverso quattro volumi sovrapposti che seguono il pendio naturale.
Non si tratta di una scelta compositiva o stilistica, ma della conseguenza di un ragionamento molto preciso: distribuire gli spazi lungo la morfologia esistente per ridurre gli sbancamenti, limitare l'impatto sul terreno e ottenere una sequenza di ambienti interni ed esterni che dialogano naturalmente con il paesaggio.

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Ogni volume definisce un diverso modo di abitare.
Le zone giorno si aprono completamente verso il Golfo di Rapallo, trasformando il panorama in parte integrante degli spazi domestici.
Le camere trovano una dimensione più raccolta e riservata. Le terrazze non rappresentano semplici superfici esterne, ma vere estensioni dell'abitazione, pensate per vivere il clima mediterraneo durante gran parte dell'anno.

La piscina si inserisce nel sistema dei terrazzamenti senza interromperne la continuità, mentre il giardino recupera il carattere della vegetazione ligure attraverso ulivi, essenze aromatiche e specie mediterranee che rafforzano il legame tra architettura e luogo.
La demolizione della costruzione esistente non ha significato cancellare la memoria del sito.

Dell'edificio originario non è stato mantenuto nulla, ma tutti i muri in pietra che nel tempo avevano modellato il versante sono stati recuperati e valorizzati.
Ogni decisione è stata verificata affinché qualità architettonica, fattibilità tecnica e possibilità autorizzative procedessero insieme, evitando che un'idea efficace sulla carta diventasse irrealizzabile nella fase esecutiva.

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Per questo motivo il progetto non nasce dalla ricerca di una forma riconoscibile, ma dalla volontà di costruire una risposta capace di tenere insieme esigenze molto diverse: il recupero di un'area compromessa, il rispetto del paesaggio ligure, le aspettative della committenza, le opportunità offerte dalla normativa e la concreta possibilità di trasformare tutto questo in un'opera costruita.
La villa che oggi si affaccia sul Golfo di Rapallo è il risultato di questo percorso.
Non cerca di imporsi sul paesaggio né di competere con esso.
Al contrario, prova a dimostrare che un'architettura contemporanea può nascere dall'ascolto del luogo, dalla comprensione dei suoi limiti e dalla capacità di trasformare ogni vincolo in una decisione progettuale.
Per Giacomo Sasso Architettura, la qualità di un progetto non si misura dalla complessità della forma, ma dalla chiarezza con cui riesce a rispondere a una domanda iniziale.
In questo caso, quella domanda era semplice: come costruire una nuova casa lasciando che fosse il paesaggio, e non l'architettura, a guidarne la forma.

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