Riqualificazione dello storico locale di Varazze
Attraverso l'Invidia
Luogo
Varazze (SV)
Anno
2019
Tipologia
Concorso di progettazione
Banditore
Comune di Varazze

Lo storico INVIDIA occupa una posizione importante sul lungomare di Varazze, tra la via Aurelia e la passeggiata costiera. Il suo stato di abbandono ha interrotto la vita di un luogo significativo per la città. La gara per la riqualificazione e la gestione dell’edificio ha offerto l’occasione per immaginarne la riapertura, attraverso un progetto capace di intrecciare le attività del locale con gli spazi e i percorsi urbani.
La proposta di Giacomo Sasso Architettura nasce dall’analisi di questa relazione.
Osservando l’edificio alla scala della città, abbiamo individuato la possibilità di introdurre un collegamento pedonale tra il centro storico e il mare, proseguendo attraverso il piano terreno fino alla passeggiata.
La posizione dell’INVIDIA suggeriva un ruolo ulteriore rispetto a quello previsto dalle attività di ristorazione: diventare un luogo attraversabile, parte dell’esperienza quotidiana di Varazze.
Il passaggio non era richiesto dal programma della gara. È una scelta progettuale maturata dalla lettura del contesto, che ha orientato l’organizzazione del lounge bar, del ristorante e degli spazi complementari. Lo abbiamo immaginato utilizzabile da tutti, anche da chi volesse semplicemente raggiungere il lungomare. Entrare nell’edificio avrebbe potuto significare prendere un caffè, incontrare qualcuno, visitare una piccola attività temporanea oppure continuare il proprio cammino verso il mare.




Questa apertura ha richiesto una scelta concreta nell’impiego dello spazio. Una parte della superficie potenzialmente destinabile alla ristorazione è stata riservata all’attraversamento e a una serie di temporary shop lungo il suo sviluppo. Abbiamo accettato di ridurre lo spazio disponibile per le funzioni principali per introdurre un percorso con una propria vita e diverse occasioni d’uso. Il rapporto tra riqualificazione e gestione si è quindi tradotto anche in una decisione distributiva: affiancare alle attività del locale un asse pedonale capace di accogliere persone e piccoli spazi commerciali temporanei.
È in questo passaggio che il progetto assume una dimensione urbana. Il piano terreno viene organizzato considerando insieme chi entra per consumare e chi attraversa per raggiungere la passeggiata. I temporary shop si affacciano sul percorso; il bar ne accompagna un tratto; gli spazi esterni ne raccolgono l’arrivo. La successione delle attività permette di immaginare un luogo frequentato con motivazioni e tempi differenti, nel quale il movimento e la permanenza possano convivere.

Il riferimento alle crêuze liguri nasce dal modo in cui il percorso mette in relazione la città e il mare. Ci interessa la loro capacità di accompagnare il cammino attraverso spazi raccolti, cambiamenti di luce e aperture sul paesaggio. Nell’INVIDIA questo principio viene interpretato attraverso la profondità dell’attraversamento: dalla via Aurelia, il mare è visibile entro una cornice costruita; avanzando, la visuale acquista ampiezza, fino a raggiungere lo spazio aperto della passeggiata. Pareti, soffitto e pavimentazione contribuiscono a rendere riconoscibile la direzione del percorso. Il paesaggio ne costituisce il riferimento, mentre la presenza delle attività introduce occasioni per rallentare e fermarsi. La relazione con il mare si sviluppa così attraverso il movimento del corpo e il cambiamento del punto di vista. Il tragitto diventa una parte dell’architettura del locale, con una continuità che lega l’ingresso dalla città all’uscita sul fronte costiero. Sul lato mare, l’asse raggiunge uno spazio pensato come una piazza. È il luogo nel quale il percorso si allarga e può accogliere la sosta, l’incontro e lo svolgimento di eventi. La proposta attribuisce a questo spazio una funzione sociale, collegata alla possibilità di vivere il fronte dell’INVIDIA anche come parte del lungomare. Il progetto mette quindi in relazione la riapertura dell’edificio con la disponibilità di un luogo esterno destinato a usi diversi, legati tanto alle attività del locale quanto alla vita della città.





Il lounge bar si inserisce in questa sequenza attraverso la posizione del banco e il rapporto tra gli ambienti interni e le aperture. Il banco affianca il passaggio e rende percepibile l’attività del locale a chi lo percorre. Chi si ferma mantiene a sua volta un contatto visivo con il movimento delle persone e con l’esterno. La distribuzione costruisce questa vicinanza, dando al bar un carattere aperto e legato alla presenza del percorso. Verso il lungomare, il pergolato definisce uno spazio intermedio per i tavoli all’aperto. La sua profondità introduce una fascia di sosta prossima agli ambienti interni, alla piazza e alla passeggiata. Il fronte marino viene così articolato attraverso luoghi contigui: il locale, lo spazio coperto esterno e l’area aperta destinata all’incontro. Il progetto cerca continuità tra queste condizioni, mantenendo riconoscibili le diverse possibilità di utilizzo.
Al piano superiore, il ristorante sviluppa un altro rapporto con il paesaggio. La sala si estende lungo il fronte vetrato e dispone i tavoli in relazione all’orizzonte. Il mare, che al piano terreno orienta l’attraversamento, accompagna qui il tempo del pranzo, della cena e della conversazione. La diversa posizione rispetto alla passeggiata permette di affiancare alla prossimità del bar con la vita urbana una vista più ampia e prolungata sulla costa.
I due livelli trovano quindi una propria identità nella distribuzione e nel modo di affacciarsi all’esterno. Il piano terreno è attraversato da un asse che collega i due fronti; il piano superiore si sviluppa lungo il paesaggio. Questa articolazione guida il carattere degli interni prima ancora della scelta degli arredi.

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