RISTRUTTURAZIONE DI ATTICO CON TERRAZZA VISTA MARE A VARAZZE
NOT A MUSEUM
Luogo
Varazze (SV)
Anno
2019
Tipologia
Ristrutturazione/Interior Design
Importo lavori
100.000 €

Entrando in questo attico, un tempo lo sguardo si fermava contro una parete. Oggi attraversa l’intera casa fino a raggiungere il mare. Ma la vera trasformazione non riguarda soltanto lo spazio.
Dopo una vita trascorsa tra viaggi, residenze internazionali e città lontane, i proprietari desideravano tornare a Varazze, città d’origine della famiglia e luogo in cui oggi vivono la figlia e i tre nipoti. Cercavano una casa capace di riunire affetti, ricordi e una collezione di opere d’arte, mobili e oggetti raccolti nell’arco di una vita. L’architettura non è stata chiamata a esporre questa memoria, ma a renderla nuovamente abitabile.
È da questa domanda che nasce il progetto.
La ristrutturazione completa di questo attico di circa 140 mq con terrazza vista mare, nel centro storico di Varazze, nasce dall’incontro tra due identità: una preziosa collezione di arredi, alcuni risalenti al Seicento, e la volontà di costruire uno spazio luminoso, essenziale e contemporaneo, capace di dialogare con il paesaggio senza rinunciare al carattere della casa.



La sfida non consisteva nel trovare posto agli oggetti. Consisteva nel progettare un’architettura capace di dare loro un nuovo significato.
Per questo motivo ogni mobile, ogni dipinto e ogni elemento proveniente dalla residenza svizzera è stato rilevato, misurato e studiato prima ancora dell’inizio dei lavori. Tutti gli arredi di nuova realizzazione sono stati progettati e costruiti su misura, affinché il nuovo e l’antico potessero convivere senza imitarsi. L’identità della casa non nasce dagli arredi, ma dallo spazio che li mette in relazione.
La trasformazione più evidente riguarda il rapporto con il paesaggio.
L’appartamento originario era buio, frammentato e incapace di valorizzare la straordinaria posizione sul mare. Il soggiorno era separato dalla terrazza da una parete quasi completamente chiusa, organizzata intorno a un grande camino centrale e interrotta soltanto da due porte-finestre laterali.


Entrando, lo sguardo si arrestava contro la muratura. Oggi percorre l’intera profondità della casa fino all’orizzonte.
Per ottenere questo risultato è stato necessario eliminare quasi completamente la parete esistente, inserendo lunghe putrelle metalliche a sostegno della struttura portante.
Al suo posto trova spazio un sistema di grandi vetrate scorrevoli Carminati, caratterizzate da profili minimali in legno. Alcune ante scorrono all’interno delle murature, altre si sovrappongono tra loro, riducendo al minimo la presenza del serramento.
Non è la finestra ad avvicinare il paesaggio.
È l’architettura che elimina il confine tra interno ed esterno.
La nuova distribuzione ridisegna completamente l’abitazione.





Due camere da letto, uno studio, due bagni e una grande zona giorno si sviluppano lungo un unico asse visivo, capace di mantenere autonomia funzionale senza interrompere la continuità spaziale. Il soggiorno dedicato alla conversazione convive con uno spazio più raccolto destinato alla lettura. La cucina viene completamente riposizionata per diventare parte integrante della vita quotidiana e della relazione con la terrazza.
Anche i vincoli strutturali diventano occasione di progetto.
Le due colonne portanti del condominio, originariamente quadrate, vengono trasformate attraverso carter prefabbricati in gesso che ne arrotondano la geometria. La luce scorre sulle superfici senza interruzioni, gli spigoli scompaiono e lo spazio acquista una fluidità che accompagna naturalmente il movimento e lo sguardo.
La stessa ricerca di continuità guida la scelta dei materiali. Le pareti in resina eliminano gli zoccoli, costruiscono superfici omogenee e garantiscono resistenza e semplicità di manutenzione. Al loro interno trova posto un angolo bar completamente nascosto, chiuso da due porte a filo muro rivestite nello stesso materiale. Quando sono chiuse, la parete appare come una superficie continua. Solo aprendole il bar si rivela, senza alterare l’equilibrio dell’architettura.
La parte più complessa del progetto, tuttavia, non è stata costruttiva.








