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LE NUOVE FORNACELLE

VIVERE A CONTATTO DIRETTO CON IL MARE, NELLA NATURA COSTIERA DELL'ELBA

Luogo

Rio Marina (LI)

Anno

2013

Tipologia

Nuova Costruzione

Importo lavori

1.300.000 €

Dati di Progetto

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n.7 Appartamenti

70 m² commerciali per appartamento
25 m² zona giorno vista mare, per appartamento
n.2 camere per appartamento

Ampi spazi esterni

- Rapporto diretto con il mare
- Terrazze, patii, giardini privati con esposizione a sud
- Connessione ai percorsi pedonali del parco
- Vegetazione autoctona di tipo estensivo, a bassa manutenzione

Servizi e attività

- Impianto fotovoltaico e solare termico
- Parcheggi collocati in prossimità della litoranea
- Attività culturali legate all'ecomuseo minerario

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Il progetto si inserisce in un contesto di pregio paesaggistico, lungo la costa orientale dell’Isola d’Elba, all’interno del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano. L’intervento prevede la sostituzione edilizia di alcuni manufatti incongrui con nuovi volumi residenziali e strutture leggere per attività culturali. I nuovi edifici sono progettati con attenzione all’integrazione paesaggistica, all’uso di materiali naturali e alla biodiversità. Percorsi pedonali pubblici, punti panoramici e spazi per la sosta completano un disegno che riconnette architettura, natura e memoria dei luoghi.

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Il progetto Le nuove Fornacelle si colloca lungo un tratto di costa di particolare valore ambientale e paesaggistico, nella fascia orientale dell’Isola d’Elba. La località si sviluppa tra il mare, la strada provinciale che collega Cavo a Rio Marina, l’area mineraria e la macchia mediterranea: elementi differenti che, incontrandosi, definiscono l’identità specifica di questo territorio.
Il luogo conserva ancora una forte componente naturale, ma risulta segnato dalla presenza di vecchi manufatti edilizi scarsamente integrati nel paesaggio. L’intervento nasce dalla volontà di superare questa condizione attraverso una sostituzione edilizia capace di restituire continuità e qualità al sistema costiero, trasformando una situazione di degrado in un’occasione di rigenerazione territoriale.
La proposta non considera il sito come una superficie disponibile sulla quale collocare nuovi edifici, ma come una struttura ambientale complessa da interpretare e tutelare. La pendenza del terreno, la vegetazione, i percorsi esistenti, le visuali verso il mare e la relazione con la strada diventano gli elementi generatori del progetto.

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I nuovi volumi sono distribuiti lungo il pendio, tra l’area posta a monte, in prossimità della strada litoranea, e la fascia più vicina alla costa. Le residenze si sviluppano seguendo il tracciato della scalinata e degradano progressivamente verso il mare, adattandosi alle quote naturali. Questa disposizione consente di limitare i movimenti di terra e roccia e di ridurre l’impatto complessivo delle costruzioni.
L’insediamento è composto da sette unità immobiliari, con una superficie media di circa 70 m² lordi ciascuna. La successione degli edifici non genera un fronte compatto, ma una composizione frammentata e progressiva, nella quale i volumi costruiti si alternano a giardini, patii, terrazze e coperture vegetali. L’architettura assume così l’andamento del terreno e diventa parte della sezione naturale della costa.
Le altezze degli edifici sono calibrate in rapporto alle rispettive dimensioni planimetriche, in modo da mantenere volumi contenuti e proporzionati. Le coperture verdi e il ripristino della macchia mediterranea contribuiscono ulteriormente a mitigare la presenza delle costruzioni, soprattutto nelle viste più ampie e dai percorsi pubblici.

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Il linguaggio architettonico reinterpreta alcuni principi propri dell’abitare mediterraneo. Le superfici opache e le murature chiare limitano l’esposizione diretta alla radiazione solare, mentre pergolati, aggetti e spazi intermedi assicurano ombra e protezione agli ambienti maggiormente esposti. La scelta di intonaci minerali, elementi lignei, parapetti in metallo naturale e cromie coerenti con il paesaggio elbano permette di costruire un’immagine riconoscibile ma non estranea al luogo.
L’architettura non cerca una riproduzione letterale delle forme tradizionali, ma ne recupera i principi climatici e spaziali: la massa muraria, l’ombra, la continuità tra interno ed esterno, il rapporto diretto con il suolo e la presenza della vegetazione come componente dell’abitare.
Ogni abitazione è organizzata attraverso un sistema modulare. Un elemento curvo, disposto lungo la scalinata, accoglie i principali locali di servizio, tra cui cucina e bagno. Sul lato opposto si colloca il modulo destinato alle due camere da letto. Tra questi due nuclei funzionali si genera la zona giorno, concepita come lo spazio centrale e maggiormente aperto della casa.

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La distribuzione indicativa di ciascuna unità comprende un soggiorno-pranzo di circa 25 m² netti, un tinello con ingresso secondario di circa 4 m², una camera di circa 10 m², una seconda camera di circa 15 m², un bagno di circa 5 m² e disimpegni per ulteriori 5 m² circa.
La zona giorno non viene pensata come un ambiente rigidamente chiuso, ma come uno spazio flessibile e modificabile, protetto quando necessario e strettamente connesso agli spazi esterni. Questa impostazione permette di dissolvere il limite tradizionale tra abitazione e paesaggio, trasformando terrazze, patii e giardini in una prosecuzione effettiva degli ambienti interni.
L’esposizione a sud viene privilegiata per gli spazi principali della casa e per le aree esterne. Tale orientamento assicura una migliore illuminazione naturale, favorisce il controllo microclimatico durante l’anno e permette di vivere gli spazi aperti per periodi più prolungati. La disposizione reciproca delle residenze tutela inoltre le visuali e costruisce ambiti privati raccolti, protetti rispetto ai percorsi di distribuzione e orientati verso il mare.
Ogni unità dispone di spazi esterni esclusivi, articolati in terrazze, giardini su terreno naturale e superfici pensili. La vista non rappresenta soltanto una qualità panoramica, ma diventa parte della struttura architettonica dell’abitazione: il mare mette in relazione zone giorno, camere, terrazze e coperture verdi, accompagnando la vita domestica nei diversi momenti della giornata.

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Il progetto del paesaggio assume un’importanza pari a quella degli edifici. Le sistemazioni esterne privilegiano specie autoctone e a ridotta necessità di manutenzione, coerenti con la vegetazione spontanea della costa elbana. L’obiettivo è ricostruire una continuità ecologica tra le nuove aree verdi e la macchia mediterranea esistente, contribuendo alla stabilizzazione del terreno e alla difesa dai fenomeni erosivi.
Le coperture verdi riducono la percezione dei volumi dall’alto, migliorano il comportamento climatico degli edifici e restituiscono al paesaggio una parte delle superfici occupate dalle costruzioni. La vegetazione diventa quindi uno strumento di mitigazione, ma anche un materiale vero e proprio del progetto.
Il sistema degli spazi aperti comprende percorsi pedonali, rampe accessibili e piccole aree di sosta che collegano la strada, le residenze, gli spazi culturali e la costa. Lungo i tracciati si alternano scorci sul mare, zone ombreggiate e punti di osservazione, con sedute ed elementi realizzati attraverso materiali coerenti con il carattere del luogo.
I percorsi pubblici e quelli pertinenziali vengono organizzati in modo da garantire la fruibilità del paesaggio senza compromettere la privacy delle abitazioni. Il margine tra la distribuzione comune e gli spazi residenziali assume un ruolo preciso: protegge gli ambiti domestici, libera le visuali verso il mare e concentra parte delle infrastrutture necessarie al funzionamento dell’insediamento.

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Accanto alla componente residenziale, il progetto prevede strutture leggere destinate ad attività culturali e didattiche collegate all’ecomuseo minerario locale. I piccoli padiglioni, concepiti attraverso sistemi costruttivi minimali e reversibili, diventano strumenti per interpretare il territorio e raccontarne l’evoluzione geologica, ecologica e antropica.
Questi spazi ampliano il significato dell’intervento, che non si limita alla realizzazione di nuove abitazioni, ma propone una forma di fruizione consapevole del paesaggio. L’esperienza diretta della costa, della macchia mediterranea e del patrimonio minerario diventa occasione di conoscenza, superando una semplice osservazione panoramica del luogo.
Le nuove Fornacelle si configura così come un progetto di riequilibrio tra presenza umana e ambiente naturale. Le residenze, i percorsi, gli spazi culturali e le sistemazioni paesaggistiche concorrono alla costruzione di un insediamento unitario, capace di offrire un rapporto privilegiato con il mare senza rinunciare alla tutela del territorio.
Una nuova idea di abitare l’isola, fondata sulla leggerezza dell’intervento, sulla continuità tra interno ed esterno e sulla consapevolezza del valore dei luoghi. Un’architettura che non cerca di imporsi sul paesaggio, ma di renderlo nuovamente leggibile, accessibile e parte integrante dell’esperienza quotidiana.

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