AMPLIAMENTO DI UNA VILLA A VARAZZE
SI PUò FARE! LO SPAZIO CHE NON C'ERA
Luogo
Varazze (SV)
Anno
2017
Tipologia
Ampliamento
Importo lavori
450.000 €

A prima vista sembrava impossibile. Tra una villa degli anni Settanta, il pendio, la strada, i confini e un articolato sistema di vincoli paesaggistici e idrogeologici rimaneva soltanto una stretta porzione di terreno. Uno spazio che molti avrebbero considerato insufficiente per costruire una nuova abitazione. È proprio da questa apparente impossibilità che nasce il progetto.
La sfida non era semplicemente realizzare un ampliamento di villa a Varazze, ma dimostrare che, attraverso il progetto, anche ciò che sembra non avere spazio può trasformarsi in un'architettura completa, costruibile e capace di dialogare con il paesaggio.
L'intervento prende forma all'interno del Parco Costiero di Varazze, in un contesto dove il rapporto tra mare, terrazzamenti e pendii ha da sempre imposto un modo di costruire fatto di misura, precisione e capacità di ricavare il massimo dal minimo. È una condizione profondamente ligure, nella quale ogni metro quadrato deve rispondere contemporaneamente a esigenze funzionali, paesaggistiche e normative.




La villa esistente, costruita negli anni Settanta, non presentava particolari qualità architettoniche o storiche da preservare, ma costituiva comunque una presenza con cui confrontarsi. Piuttosto che demolirla, il progetto ha scelto di trasformarla radicalmente attraverso un intervento misurato ma incisivo: grandi aperture sostituiscono le finestre originarie, gli archi lasciano spazio a geometrie più essenziali, mentre una nuova palette materica, composta da intonaco bianco, superfici grigie e pavimentazioni in pietra dai toni chiari, restituisce unità all'intero complesso e rinnova il rapporto con il paesaggio mediterraneo.
La nuova abitazione nasce invece in quello che inizialmente appariva come un semplice spazio residuale. La domanda progettuale è stata tanto semplice quanto complessa: può una casa importante trovare posto dove sembra non esserci spazio? La risposta non è arrivata cercando scorciatoie, ma accettando ogni vincolo come parte integrante del progetto. Il volume edificabile reso disponibile dalla normativa del Piano Casa, le distanze dai confini e dalla strada, le prescrizioni paesaggistiche e quelle idrogeologiche non sono stati ostacoli da aggirare, ma regole capaci di orientare ogni decisione progettuale.
È stato proprio questo insieme di limiti a generare l'architettura.

Quando lo sviluppo in orizzontale non era più possibile, il progetto ha iniziato a lavorare in sezione. La casa cresce in verticale articolandosi su tre livelli: il piano di accesso accoglie il garage, l'ingresso e il montapersone; il livello intermedio ospita la zona notte; il piano superiore si apre completamente al paesaggio con la zona giorno e le grandi terrazze affacciate sul mare. Non si tratta di una semplice sovrapposizione di piani. Ogni livello nasce dallo slittamento calibrato dei volumi, quasi fossero elementi tettonici che scorrono l'uno rispetto all'altro.
È proprio questo movimento a generare contemporaneamente spazi interni, terrazze, portici, ombreggiamenti, privacy e nuovi punti di vista sul paesaggio.
Il momento decisivo del progetto non coincide con un dettaglio formale, ma con la consapevolezza che ogni elemento aveva finalmente trovato il proprio posto.
Le sezioni, le planimetrie e i volumi hanno iniziato a dialogare come un unico sistema: il garage, la scala, il montapersone, la zona notte, la zona giorno, i servizi, gli spazi esterni e la copertura verde si sono composti in un equilibrio che sembrava impossibile da raggiungere all'interno di un lotto così esiguo. Da quel momento la forma non è stata più una scelta estetica, ma la naturale conseguenza del progetto.





Anche il rapporto con il paesaggio nasce da questa stessa logica. Verso sud la casa si apre completamente al mare Mediterraneo attraverso grandi superfici vetrate e ampie terrazze che proseguono idealmente quelle della villa esistente. Sul lato opposto, invece, il volume si radica nella collina e restituisce continuità ai terrazzamenti liguri.
La copertura verde non rappresenta un elemento tecnologico o decorativo, ma diventa il naturale proseguimento del terreno, completando il sistema dei livelli agricoli e riducendo l'impatto percettivo della nuova costruzione.
La materia contribuisce a rafforzare questo equilibrio.
L'alternanza tra i setti verticali rivestiti in pietra e i volumi orizzontali intonacati di bianco richiama la tensione tra la solidità della collina e la leggerezza della luce mediterranea.
La pietra ancora l'edificio al terreno; le superfici bianche riflettono il sole e amplificano la percezione dello spazio. Nulla è affidato al gesto formale: ogni materiale partecipa alla costruzione del rapporto tra architettura e luogo.








